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Acquitrino di città

Bambinetto
ci sguazzavo
di stivali
ben munito.
Di palude
miniatura
sotto casa
ci aspettava
e or che grande
è la città
sol qualcuno
ne è rimasto.
Eppur oggi
ho rivissuto
quel bel tempo
ormai perduto
che nel cuore
ho conservato
e i miei occhi
han ritrovato.
Eucalipti
nell’acqua piantati,
sparuti ciuffi
d’erbetta che nuota,
una foglia,
dal ciel caduta,
dal vento
trasportar si lascia.
Dalla riva del laghetto
mi sporgo,
nell’acqua guardo
e il mio volto
non vedo,
ma al suo posto
un bambinetto saluta.
Lentamente
la mia mano allungo
e dolcemente
il mio passato affiora.

25.2.09