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Marciapiedi d’argilla
tra luci e tombini
di locali fumosi
su per erte montagne
di vicoli affollati
di rugiada
ho il collo intriso
e vapori di saune
stramazzano al suolo
guarda più avanti
gira e all’improvviso
chitarre
spuntano in tramonti
scale sconnesse
di bar semivuoti
quando la gente dorme
e senza meta
qualcuno vaga
improvvisando note
di musica andina
solo per il piacere
di ascoltare versi e parole
voci distratte
spengono il porto.

30.3.’17